Nicolas-Charles Oudinot, duca di Reggio: il corpo d’acciaio dell’Impero
Se esistesse un simbolo umano della resistenza fisica e morale della Grande Armée, questo sarebbe Nicolas Oudinot.
Ferito più di trenta volte, presente in quasi tutte le campagne napoleoniche, privo del genio di Davout o dell’audacia teatrale di Ney, egli incarnò la virtù più rara in un’epoca di ambizioni smisurate: la fedeltà silenziosa.
La sua figura permette di osservare l’Impero dal basso, dal punto di vista del soldato professionista che diventa maresciallo senza mai cessare di pensare come un sergente.
1. Origini lorenesi
Nato il 25 aprile 1767 a Bar-le-Duc, figlio di un modesto birraio, Oudinot fu destinato al commercio.
Arruolatosi nel 1784 nel reggimento di Médoc, lasciò l’esercito per aiutare la famiglia, ma la Rivoluzione lo richiamò alle armi.
Thierry Lentz ha scritto:
«Oudinot non è figlio dell’ideologia ma della necessità: la guerra fu per lui un mestiere prima che un destino»
(T. Lentz, Nouvelle histoire du Premier Empire)
2. Il soldato della Rivoluzione
Combatté sul Reno e nelle Fiandre, distinguendosi per coraggio quasi temerario.
Nel 1799, a Zurigo, fu gravemente ferito per la prima volta: non sarà che l’inizio di una lunga serie.
Masséna, che lo ebbe ai suoi ordini, disse:
«Oudinot non conosce la parola ritirata, conosce solo avanti»
(Mémoires de Masséna)
3. L’incontro con Napoleone
Bonaparte lo notò durante la campagna del 1800.
A Monzambano guidò con energia una divisione di granatieri, corpo d’élite destinato a diventare il suo regno.
Napoleone lo definì:
«un muro che cammina»
(Correspondance de Napoléon Ier)
4. Il creatore dei granatieri riuniti
Tra il 1805 e il 1807 comandò i celebri Granatieri riuniti, punta di lancia dell’esercito.
A Hollabrunn, Austerlitz e Ostrołęka dimostrò un talento tattico fatto di semplicità e urto frontale.
Tulard osserva:
«Oudinot non manovra, sfonda; ma sfonda sempre nel punto giusto»
(J. Tulard, Dictionnaire Napoléon)
5. Il bastone di maresciallo
Nel 1809, dopo Essling e Wagram, ricevette il titolo di maresciallo e quello di duca di Reggio.
A Essling fu colpito da una pallottola al petto e continuò a combattere.
6. L’uomo delle ferite
La leggenda gli attribuisce **34 ferite**: proiettili, sciabolate, fratture.
I medici militari lo consideravano un miracolo vivente.
Un chirurgo dell’armata annotò:
«Il maresciallo Oudinot porta sul corpo la carta geografica dell’Impero»
(Archives du Service de Santé, 1811)
7. La Russia e la Beresina
Nel 1812 comandò il II Corpo.
Ferito a Polock, tornò in linea per coprire la ritirata.
Alla Beresina guidò personalmente l’assalto ai ponti salvando migliaia di uomini.
Caulaincourt scrisse:
«Senza Oudinot la Grande Armée sarebbe morta sulle rive del fiume»
(Mémoires de Caulaincourt)
8. Il difficile 1813
Nominato comandante dell’armata destinata a prendere Berlino, subì la sconfitta di Grossbeeren.
Errore suo o piani impossibili?
La storiografia resta divisa.
Broers è severo:
«A Berlino emersero i limiti intellettuali di un eroe puramente fisico»
(M. Broers, Europe under Napoleon)
9. Il 1814: fedeltà fino alla fine
Durante la campagna di Francia combatté a Brienne, Arcis e Saint-Dizier.
Fu tra gli ultimi a consigliare a Napoleone di non abdicare.
10. Carattere e stile di comando
Oudinot non fu stratega ma capo di uomini.
Parlava poco, viveva come i soldati, detestava gli intrighi di corte.
Marmont lo definì:
«il più onesto dei marescialli e forse il meno brillante»
(Mémoires du duc de Raguse)
11. I Cento Giorni e la scelta borbonica
Nel 1815 rimase fedele a Luigi XVIII.
Decisione che gli attirò accuse di tradimento ma che rispecchiava la sua natura legalista.
12. Ultimi anni
Pari di Francia, governatore degli Invalides, morì a Parigi il 13 settembre 1847, circondato dal rispetto generale.
13. Cronologia essenziale
- 1767 – nascita a Bar-le-Duc
- 1805 – Austerlitz
- 1809 – Essling e Wagram, maresciallo
- 1812 – Beresina
- 1813 – Grossbeeren
- 1847 – morte a Parigi
14. Giudizio storiografico
Per Tulard fu «l’archetipo del maresciallo combattente».
Per Lentz «l’incudine su cui Napoleone forgiò le sue vittorie».
«Oudinot non fece la Storia, la sostenne sulle spalle»
(J.-P. Bertaud, Les Maréchaux de Napoléon)
15. Oudinot e Napoleone
Tra i due vi fu rispetto profondo.
Napoleone sapeva di poter contare su di lui dove altri esitavano.
16. Un’eredità morale
La sua grandezza non sta nel genio ma nella costanza: qualità rara in un’epoca di eroi effimeri.
Fonti e bibliografia
- Jean Tulard, Dictionnaire Napoléon
- Thierry Lentz, Nouvelle histoire du Premier Empire
- Michael Broers, Europe under Napoleon
- Mémoires de Caulaincourt
- Mémoires de Marmont
- J.-P. Bertaud, Les Maréchaux de Napoléon
Link dotti
- [fondationnapoleon.org](http://fondationnapoleon.org/) – dossier Oudinot
- [treccani.it](http://treccani.it/) – voce Nicolas Oudinot
- [napoleonica.org](http://napoleonica.org/) – studi sulla Beresina
I 26 Marescialli dell’Impero napoleonico
| Maresciallo | Anno di nomina | Origine | Campagna o battaglia famosa | Destino finale |
|---|---|---|---|---|
| Louis-Alexandre Berthier | 1804 | Nobiltà militare | Austerlitz | Morto nel 1815 |
| Joachim Murat | 1804 | Borghesia | Eylau | Fucilato nel 1815 |
| Jean Lannes | 1804 | Origini modeste | Austerlitz | Morto ad Aspern-Essling (1809) |
| Louis-Nicolas Davout | 1804 | Nobiltà minore | Auerstädt | Fedele a Napoleone fino al 1815 |
| Michel Ney | 1804 | Borghesia | Waterloo | Fucilato nel 1815 |
| Jean-de-Dieu Soult | 1804 | Borghesia | Guerra di Spagna | Primo ministro sotto Luigi Filippo |
| André Masséna | 1804 | Origini modeste | Zurigo | Duca di Rivoli |
| Jean-Baptiste Bessières | 1804 | Borghesia | Austerlitz | Morto nel 1813 |
| Jean-Baptiste Bernadotte | 1804 | Borghesia | Austerlitz | Re di Svezia |
| Pierre Augereau | 1804 | Origini modeste | Campagna d’Italia | Morto nel 1816 |
| Jean-Baptiste Jourdan | 1804 | Borghesia | Fleurus | Pari di Francia |
| Guillaume Brune | 1804 | Borghesia | Campagna d’Olanda | Assassinato nel 1815 |
| Jean-Baptiste Mortier | 1804 | Borghesia | Ulm | Ucciso in attentato nel 1835 |
| Michel Moncey | 1804 | Borghesia | Campagna di Spagna | Governatore degli Invalides |
| François Christophe Kellermann | 1804 | Nobiltà | Marengo | Pari di Francia |
| François Joseph Lefebvre | 1804 | Soldato semplice | Danzica | Duca di Danzica |
| Catherine-Dominique de Pérignon | 1804 | Nobiltà minore | Guerra dei Pirenei | Senatore |
| Jean-Mathieu Sérurier | 1804 | Nobiltà | Campagna d’Italia | Governatore degli Invalides |
| Claude-Victor Perrin (Victor) | 1807 | Borghesia | Friedland | Ministro della guerra |
| Étienne Macdonald | 1809 | Nobiltà | Wagram | Duca di Taranto |
| Nicolas Oudinot | 1809 | Borghesia | Campagna di Germania | Duca di Reggio |
| Auguste Marmont | 1809 | Nobiltà | Campagna di Dalmazia | Esilio dopo il 1830 |
| Louis-Gabriel Suchet | 1811 | Borghesia | Guerra di Spagna | Duca di Albufera |
| Laurent de Gouvion Saint-Cyr | 1812 | Borghesia | Polotsk | Ministro della guerra |
| Józef Poniatowski | 1813 | Nobiltà polacca | Lipsia | Morto in battaglia |
| Emmanuel de Grouchy | 1815 | Nobiltà | Waterloo | Esilio dopo il 1815 |
Progetto Napoleone
Questo studio fa parte della serie sui Marescialli dell’Impero ospitata su questo sito, progetto di divulgazione avanzata che unisce rigore delle fonti e narrazione accessibile.
Sul canale YouTube collegato analizzo battaglie e protagonisti con mappe e documenti originali.
L’obiettivo è costruire uno spazio italiano di riferimento per la ricerca napoleonica, aperto a studiosi e appassionati.
Di questo progetto fanno parte anche il blog Napoleone1769 e il gruppo di appassionati Napoleon l’Empereur
Continua a leggere