Il Maresciallo Davout

Maresciallo Davout

Nicolas Davout, Maresciallo di Francia, fu uno dei generali più capaci e temuti dell’esercito napoleonico. Stratega rigoroso, comandante inflessibile, uomo di ferro, Davout incarnò come pochi altri il modello del generale professionista, capace di vincere grazie alla disciplina, all’organizzazione e alla lucidità tattica.

Il suo carattere duro, severo e poco empatico fece sì che tra Napoleone Bonaparte e Davout vi fosse una stima profonda ma mai un rapporto di intimità paragonabile a quello che legava l’Imperatore al Maresciallo Jean Lannes.


La vittoria di Auerstädt

L’impresa più celebre di Davout resta senza dubbio la battaglia di Auerstädt (14 ottobre 1806), nella quale riuscì a sconfiggere l’esercito prussiano pur trovandosi in netta inferiorità numerica.

In quella giornata, mentre Napoleone combatteva a Jena, Davout dimostrò una straordinaria capacità di comando, mantenendo la coesione delle sue truppe e respingendo ripetuti attacchi nemici. Auerstädt consacrò definitivamente la sua fama di comandante imbattibile.


Origini e carriera militare

Nicolas Davout nacque ad Annoux, in Borgogna, nel 1770, da una famiglia della piccola nobiltà. Intraprese la carriera militare nel 1785, ottenendo il grado di sottotenente nel reggimento reale di cavalleria della Champagne.

Durante la Rivoluzione francese fu nominato capo battaglione del 3° reggimento dei volontari dell’Yonne e assegnato all’Armata del Nord. Nonostante le sue capacità, fu temporaneamente allontanato dal servizio a causa delle sue origini nobili.

Reintegrato dopo il 9 Termidoro, servì nell’Armata del Reno agli ordini di Charles Pichegru. Impiegato nella difesa di Mannheim, fu catturato dagli austriaci e rilasciato dopo alcuni mesi.


La campagna d’Egitto

Fu durante la spedizione d’Egitto che Davout iniziò il suo stretto sodalizio militare con Napoleone. Partecipò alle principali operazioni della campagna, distinguendosi in più occasioni contro le forze di Murad Bey.

Si segnalò per valore anche nella battaglia di Abukir (1799), dimostrando ancora una volta freddezza e capacità di comando in situazioni critiche.


Maresciallo dell’Impero

Tornato in Europa dopo la convenzione di El-Arish, Davout divenne nel 1802 comandante dei granatieri della Guardia e nel 1804 fu nominato Maresciallo dell’Impero.

Napoleone gli affidava abitualmente l’ala destra dell’esercito, ruolo di enorme responsabilità. Davout non tradì mai la fiducia dell’Imperatore, distinguendosi nelle campagne di Prussia e Polonia, a Eylau e a Friedland.

Il suo rigore disciplinare, che talvolta rasentava la crudeltà, gli procurò timore e rispetto tra i soldati e ostilità tra le popolazioni civili.


Principe di Eckmühl e la difesa di Amburgo

Nella campagna del 1809 contro l’Austria si distinse nella battaglia di Eckmühl, per la quale ricevette il titolo di Principe di Eckmühl.

Durante la campagna del 1813 gli fu affidata la difesa di Amburgo. Davout resistette con straordinaria tenacia, continuando a mantenere la città anche dopo l’abdicazione di Napoleone. Solo un ordine scritto di Luigi XVIII lo convinse ad arrendersi.


Gli ultimi anni

Durante i Cento Giorni tornò al fianco di Napoleone, che lo nominò Ministro della Guerra e Pari di Francia. Dopo Waterloo si ritirò dalla vita pubblica. Perse temporaneamente i titoli, che gli furono poi restituiti.

Morì nel 1823, a soli 53 anni, colpito dalla tubercolosi.


Approfondimenti

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Riferimenti bibliografici essenziali

  • David G. Chandler, The Campaigns of Napoleon, Macmillan
  • Jean Tulard, Napoléon ou le mythe du sauveur
  • Treccani, voci biografiche e militari
  • Napoleon.org – Fondation Napoléon

Il discorso ai soldati al ritorno di Napoleone

Ecco le parole che il 13 aprile del 1815 il Maresciallo Davout rivolse ai soldati da Ministro della Guerra.

 

”  Avete voluto il vostro Imperatore ed egli è arrivato. L’avete voluto con tutte le vostre forze. Venite per essere tutti pronti a difendere la Patria contro dei nemici che vogliono arrogarsi il diritto di scegliere i colori che dobbiamo portare, di imporci i sovrani che ci devono governare. In queste circostanze è un dovere per tutti i Francesi avvezzi alle armi di accorrere sotto le nostre bandiere. Presentiamo una barriera di sfrontati ai nostri nemici e facciamo loro capire che siamo sempre gli stessi.
Soldati che rimproveri dobbiamo farci se questa nostra bella patria è ancora minacciata da soldati che tante volte avete vinto  e se lo straniero vuole cancellare la Francia dalla carta dell’Europa?”

Tomba di Davout