Gaspard Gourgaud: il generale che salvò Napoleone e portò a Sant’Elena il suo carattere impetuoso
Tra gli uomini che seguirono Napoleone fino all’ultimo esilio, Gaspard Gourgaud è forse uno dei più affascinanti e più difficili da ridurre a una formula semplice. Non fu un maresciallo celeberrimo come Ney o Davout, non fu un diplomatico come Caulaincourt, non fu un memorialista elegante come Las Cases. Fu piuttosto un uomo di guerra, un ufficiale d’artiglieria intelligente e coraggioso, capace di azioni brillanti, di devozione autentica verso l’Imperatore, ma anche di gelosie, impulsi, suscettibilità e conflitti che resero la sua presenza a Sant’Elena tanto preziosa quanto esplosiva.
La sua figura è importante per almeno tre ragioni. La prima è militare: Gourgaud fu un ufficiale valoroso, presente nelle campagne più dure dell’Impero, dalla Spagna alla Germania, dalla Russia al 1814, fino a Waterloo. La seconda è personale: fu uno dei pochi uomini che Napoleone tenne davvero vicino a sé negli anni finali, segno di una fiducia non banale. La terza è memorialistica: grazie ai suoi scritti, e soprattutto al suo diario di Sant’Elena, Gourgaud è diventato uno dei testimoni più vivi, più nervosi e più sinceri dell’ultimo Napoleone.
Le origini: Versailles, arte e matematica
Gaspard Gourgaud nacque a Versailles il 14 novembre 1783. Le fonti ricordano che era figlio di un violinista della cappella reale e nipote del celebre attore Dugazon. Questo retroterra è interessante perché mostra un’origine diversa da quella di molti altri generali napoleonici: non un ambiente militare o aristocratico, ma un mondo vicino all’arte, alla corte e alla cultura. A scuola mostrò attitudine particolare per le discipline matematiche, qualità che lo avrebbero indirizzato naturalmente verso l’artiglieria.
Entrò alla Scuola Politecnica nel 1799 e poi nell’artiglieria. Iniziň così una carriera militare che, pur iniziando in modo relativamente tecnico, si sarebbe presto trasformata in una vita di campagna, rischi continui e vicinanza personale all’Imperatore. Gourgaud non fu un artigliere da laboratorio: fu un ufficiale che mise il sapere tecnico al servizio dell’azione.
Le prime campagne: Austerlitz, Jena, Friedland
Le fonti biografiche ricordano che Gourgaud prese parte già molto presto alle grandi campagne napoleoniche. Fu presente nel 1805 a Ulm, all’occupazione di Vienna e alla battaglia di Austerlitz, dove fu anche ferito. Combatté poi a Jena, a Pultusk, a Ostrolęka e a Friedland, costruendo passo dopo passo una reputazione di ufficiale energico e coraggioso.
Questa prima fase della sua carriera ci mostra già alcuni tratti essenziali del personaggio: capacità tecnica, ardore personale e una notevole resistenza fisica e morale. Gourgaud non appartiene alla categoria degli ufficiali che compaiono una sola volta in una singola impresa clamorosa; la sua è una presenza continua nelle guerre dell’Impero.
Spagna, 1809 e la crescita di un ufficiale dell’Imperatore
Nel 1808 Gourgaud si distinse anche durante l’assedio di Saragozza, uno dei più duri episodi della guerra di Spagna. Tornato poi nell’Europa centrale, partecipò quasi a tutte le grandi battaglie della campagna del 1809: Abensberg, Eckmühl, Ratisbona, Essling e Wagram. È una sequenza impressionante, che basta da sola a mostrare la densità del suo servizio
Fu però nel 1811 che avvenne la vera svolta della sua carriera: Gourgaud si legò direttamente alla persona di Napoleone come officier d’ordonnance. Da quel momento non fu più soltanto un ufficiale capace dell’esercito imperiale; divenne uno degli uomini più vicini all’Imperatore, incaricato di missioni delicate e di ricognizioni importanti, come quella relativa alla piazza di Danzica.
La Russia: Mosca e il salvataggio dell’Imperatore
La campagna di Russia del 1812 fu decisiva anche nella biografia di Gourgaud. Le fonti ricordano che si segnalò per zelo e attività, fu ferito a Smolensk, combatté a Valutina e alla battaglia della Moscova (Borodino). Ma l’episodio più celebre è quello di Mosca, dove scoprì nel Cremlino una grande quantità di polvere esplosiva che l’incendio stava per raggiungere, impedendo così un’esplosione che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime per Napoleone e il suo seguito. Per questo ricevette il titolo di barone.
È un episodio rivelatore. Gourgaud non fu soltanto un uomo di fedeltà; fu anche uno di quelli che, in senso quasi letterale, salvarono la vita all’Imperatore. Questo spiega molto bene la fiducia che Napoleone continuò a riporre in lui negli anni successivi.
La Beresina e il 1813
Durante la ritirata di Russia, Gourgaud mostrò ancora una volta il suo coraggio fisico. Le fonti ricordano che attraversò due volte la Beresina a nuoto prima della costruzione dei ponti per ricognire le posizioni nemiche. Tornato in Francia, riferì direttamente a Napoleone sullo stato dell’esercito e fu nominato primo ufficiale d’ordinanza. Durante la campagna del 1813 ricevette missioni importanti e il suo comportamento a Dresda gli valse la Gran Croce della Legion d’Onore. Fu presente anche a Lipsia e Hanau.
Qui emerge un punto fondamentale: Gourgaud non era solo un combattente audace, ma anche un collaboratore operativo dell’Imperatore, uno di quelli che potevano essere usati come occhi, orecchie e braccio destro nel cuore della crisi dell’Impero.
Il 1814: Brienne e la fedeltà fino a Fontainebleau
Nella campagna di Francia del 1814, Gourgaud seguì ancora Napoleone da vicino. Le fonti ricordano in particolare un episodio celebre alla battaglia di Brienne, quando uccise con un colpo di pistola un cosacco che si stava lanciando contro l’Imperatore, salvandogli nuovamente la vita. Fu poi presente a Champaubert, ferito a Montmirail, e combatté anche a Nangis e Montereau. Tutti questi fatti gli valsero la nomina a commendatore della Legion d’Onore.
Si separò da Napoleone solo quando questi lasciò Fontainebleau nell’aprile 1814. Anche questo è molto eloquente: Gourgaud apparteneva a quel gruppo ristretto di uomini che erano rimasti con l’Imperatore fino al limite estremo della prima caduta.
I Cento Giorni e Waterloo
Dopo una breve fase di sottomissione al nuovo governo, Gourgaud tornò immediatamente da Napoleone al suo rientro dall’Elba. Durante i Cento Giorni ricevette il grado di generale e partecipò alla campagna del Belgio. A Waterloo fu tra i generali che circondavano l’Imperatore. Dopo la disfatta, fu anche uno degli uomini coinvolti nei contatti preliminari con i britannici: la Fondation Napoléon ricorda che fu insieme a Las Cases tra quelli che salirono sulla Bellerophon per sondare la possibilità di asilo presso gli inglesi.
Anche questo episodio illumina bene il suo rango: Gourgaud non era più un semplice ufficiale valoroso, ma uno dei fedelissimi che accompagnavano Napoleone anche nel momento in cui l’Impero si trasformava definitivamente in esilio. :contentReference[oaicite:16]{index=16}
Sant’Elena: fedeltà, gelosia e conflitto
Gourgaud seguì Napoleone a Sant’Elena e fu quindi uno dei compagni del primo gruppo di Longwood, insieme a Bertrand, Montholon e Las Cases. Britannica lo ricorda tra quelli che sbarcarono con l’Imperatore il 15 ottobre 1815. La sua presenza a Longwood fu importante ma estremamente difficile. Gourgaud era devoto a Napoleone, intelligente, colto, dotato di spirito militare; ma aveva anche un carattere suscettibile, orgoglioso, facilmente irritabile. A Sant’Elena queste qualità si trasformarono presto in tensioni continue, soprattutto con Montholon.
Le fonti insistono proprio su questo punto: Gourgaud fu uno dei più vivi testimoni dell’esilio, ma anche una delle presenze più ingestibili. La convivenza forzata di Longwood, fatta di gelosie, piccole rivalità, lotte per la vicinanza all’Imperatore e usura psicologica, esasperò il suo carattere. Nel 1818 lasciò l’isola, molto prima della morte di Napoleone. Questa partenza non cancellò la sua fedeltà, ma mostra quanto Sant’Elena fosse un luogo capace di logorare perfino i più devoti.
Le opere e il diario
Dopo Sant’Elena, Gourgaud divenne anche uomo di lettere e di polemica storica. Britannica ricorda che fu autore di importanti opere su Napoleone, mentre Wikipedia elenca tra i suoi lavori la Campagne de 1815, la critica all’opera del conte de Ségur sulla Russia, la confutazione di Walter Scott e soprattutto il Journal inédit de Sainte-Hélène, uno dei documenti più vividi sull’ultimo esilio. Inoltre collaborò con Montholon ai Mémoires pour servir à l’histoire de France sous Napoléon, benché i rapporti personali tra i due fossero stati pessimi.
Il suo diario è particolarmente prezioso perché non ha il tono levigato e quasi letterario di Las Cases. Gourgaud scrive da soldato, da uomo irritabile, spesso sincero fino alla brutalità. Per questo il suo sguardo è meno comodo ma, in molti momenti, straordinariamente vivo. }
Gli ultimi anni e la memoria
Gourgaud morì a Parigi il 25 luglio 1852. La sua memoria è rimasta fortemente legata a Sant’Elena, ma sarebbe ingiusto ridurlo soltanto a quel capitolo. Prima dell’esilio fu un ottimo ufficiale d’artiglieria, un uomo di fiducia dell’Imperatore e uno dei pochi che poterono davvero dire di avergli salvato la vita più di una volta.
Il significato storico di Gaspard Gourgaud
Che cosa rende Gourgaud importante? Prima di tutto il fatto che incarna il tipo del fedelissimo nervoso: coraggiosissimo, leale, utile, ma anche difficile, geloso e incapace di trasformarsi in figura puramente decorativa. In secondo luogo, la sua biografia lega insieme quasi tutti i momenti più drammatici dell’epopea napoleonica: Russia, 1814, Waterloo, Sant’Elena. Infine, i suoi scritti lo rendono non solo un protagonista ma anche un testimone di primo piano.
Conclusione
Gaspard Gourgaud fu uno dei personaggi più vivi dell’universo napoleonico: ufficiale d’artiglieria, barone dell’Impero, uomo di fiducia di Napoleone, salvatore dell’Imperatore in Russia e nel 1814, compagno di esilio a Sant’Elena e autore di memorie fondamentali. La sua vita mostra che la fedeltà napoleonica non fu sempre calma, elegante o disciplinata: a volte fu ardente, litigiosa, impulsiva, persino insopportabile. Ma proprio per questo autentica.
FAQ su Gaspard Gourgaud
Chi era Gaspard Gourgaud?
Gaspard Gourgaud fu un generale francese, nato a Versailles nel 1783 e morto a Parigi nel 1852, ufficiale d’artiglieria e stretto collaboratore di Napoleone negli ultimi anni dell’Impero e a Sant’Elena.
Perché Gourgaud è importante nella storia napoleonica?
È importante perché servì a lungo accanto a Napoleone, si distinse in campagne decisive come quella di Russia e del 1814, seguì l’Imperatore a Sant’Elena e lasciò un diario fondamentale sull’esilio.
È vero che Gourgaud salvò la vita a Napoleone?
Sì. Le fonti ricordano che a Mosca individuò una grande quantità di polvere pronta a esplodere nel Cremlino e che a Brienne nel 1814 uccise un cosacco che si stava lanciando contro l’Imperatore.
Gourgaud seguì Napoleone a Sant’Elena?
Sì. Fu uno dei compagni dell’esilio di Longwood, ma lasciò l’isola nel 1818 dopo forti tensioni con l’ambiente di Sant’Elena.
Che rapporto aveva con Montholon?
Il loro rapporto fu molto cattivo. Le fonti e la memorialistica su Sant’Elena ricordano frequenti gelosie, rivalità personali e tensioni continue tra i due.
Che cosa scrisse Gourgaud?
Scrisse o collaborò a varie opere napoleoniche, tra cui lavori sulla campagna del 1815, polemiche storiche e soprattutto il celebre Journal de Sainte-Hélène, una delle testimonianze più vive dell’esilio.}
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Antonio Grillo è uno storico e divulgatore storico specializzato nella figura di Napoleone Bonaparte, nella storia napoleonica e nei grandi protagonisti della storia europea. Attraverso articoli di approfondimento, saggi divulgativi e video narrativi, racconta battaglie napoleoniche, biografie, intrighi politici, amori e curiosità storiche con uno stile autorevole e coinvolgente. Per leggere altri contenuti dedicati a Napoleone e al suo tempo visita Napoleone.info. Per seguire video, analisi e racconti storici iscriviti al canale YouTube Napoleone1769, punto di riferimento per gli appassionati di Napoleone, della storia francese e della grande epopea imperiale.