Mark Wilks: il governatore di Sant’Elena che Napoleone giudicò affabile e intelligente

Quando si racconta l’ultimo esilio di Napoleone a Sant’Elena, l’attenzione cade quasi sempre su un solo nome britannico: Hudson Lowe, il governatore divenuto il simbolo della sorveglianza rigida, della diffidenza e del rapporto sempre più velenoso con il prigioniero di Longwood. Ma la storia dell’isola, e dei suoi rapporti con Napoleone, non comincia e non finisce con Lowe. Prima di lui ci fu infatti Mark Wilks, figura meno nota al grande pubblico ma molto interessante per lo storico, perché unisce tre mondi diversi: l’India britannica, la storiografia coloniale e la prima fase di Sant’Elena come luogo di detenzione napoleonica.

Wilks non fu un semplice amministratore di provincia. Fu un ufficiale della Madras Army, un uomo dell’East India Company, un conoscitore del Mysore, autore di una delle prime grandi sintesi storiche sull’India del Sud, e poi governatore di Sant’Elena proprio nel momento in cui l’isola stava per ospitare il più celebre prigioniero d’Europa. Questa doppia esperienza, tra Oriente britannico e Atlantico meridionale, lo rende una figura particolarmente originale.

Origini: l’Isola di Man e l’ingresso nell’East India Company

Mark Wilks nacque nel 1759 nell’Isola di Man, in un ambiente familiare colto e legato al clero locale. Le fonti lo descrivono come figlio del reverendo James Wilks e di Elizabeth Christian. La sua formazione iniziale fu classica, con studi che lo prepararono più ampiamente di molti altri giovani destinati al servizio coloniale. Questa educazione gli avrebbe poi dato un vantaggio non trascurabile nella scrittura storica e nell’osservazione politica.

Entrò nel servizio della Compagnia delle Indie Orientali nel 1781, ottenendo una cadetteria per il servizio nella Madras Army, e ricevette la commissione nel 1782. Come molti ufficiali della Compagnia, imparò presto a muoversi in un mondo in cui guerra, amministrazione, diplomazia e studio delle lingue locali si intrecciavano costantemente. Le fonti ricordano anche che imparò il persiano, dettaglio che ci mostra un ufficiale non limitato alla sola carriera militare, ma già orientato a funzioni più ampie.


Il Mysore e la carriera in India

La parte più importante della sua carriera si svolse nell’India meridionale, soprattutto nel quadro del Mysore. Wilks servì infatti in un contesto segnato dalla lunga rivalità tra la Compagnia, i sovrani locali e le eredità dei regni di Haidar Ali e Tipu Sultan. Le fonti ricordano che partecipò alle operazioni che portarono alla presa di Srirangapatna nel 1799, la campagna culminata con la morte di Tipu Sultan, e che ricevette anche l’approvazione di Arthur Wellesley, il futuro duca di Wellington.

Dopo quella fase fu nominato Resident at Mysore, cioè rappresentante politico britannico presso la corte dei Wodeyar. Questo ruolo non era affatto secondario: il Resident era insieme osservatore, diplomatico e strumento di controllo coloniale. La sua funzione richiedeva capacità di mediazione, conoscenza del contesto e notevole lucidità amministrativa. Wilks dimostrò di possedere queste qualità, tanto che il suo nome restò strettamente legato alla comprensione britannica del Mysore.

Storico del Sud dell’India

Se Wilks fosse stato soltanto un ufficiale coloniale, sarebbe oggi una figura molto più marginale. La sua importanza cresce invece enormemente grazie alla sua attività di storico. Scrisse infatti le Historical Sketches of the South of India, opera che cercava di ricostruire la storia del Mysore e dell’India meridionale in età precoloniale e coloniale. Le fonti moderne la descrivono come una delle prime grandi sintesi storiche britanniche dedicate alla regione.

Naturalmente bisogna leggere quest’opera con occhio critico. Come molte opere coloniali del tempo, essa rifletteva anche il punto di vista britannico e tendeva a interpretare il passato del Mysore in modo favorevole all’intervento inglese. Le fonti ricordano che Wilks giudicò severamente i regni di Haidar Ali e Tipu Sultan e cercò di spiegare il declino delle formazioni politiche dell’India meridionale in un quadro coerente con la visione britannica del proprio ruolo. Proprio per questo, però, le sue pagine restano importanti: sono insieme fonte storica, documento coloniale e testimonianza del modo in cui l’Impero britannico pensava il proprio dominio.

Governatore di Sant’Elena

Nel 1813 Mark Wilks fu nominato governatore di Sant’Elena per conto dell’East India Company. All’epoca, Sant’Elena era ancora un possedimento amministrato dalla Compagnia e aveva un valore strategico enorme come punto di sosta e controllo nell’Atlantico meridionale.

Wilks arrivò dunque sull’isola prima che essa diventasse, nella memoria europea, soprattutto la prigione di Napoleone. Le fonti ricordano che lavorò per migliorare alcuni aspetti dell’amministrazione locale, introducendo riforme relative alla coltivazione, alla gestione della terra e all’istruzione. Questa dimensione amministrativa è importante perché mostra un governatore non ridotto a semplice custode militare, ma interessato anche alla vita dell’isola.

Wilks e Napoleone

La parte più affascinante della sua biografia, per il lettore interessato a Napoleone, riguarda naturalmente il rapporto con l’Imperatore esiliato. Le fonti di sintesi ricordano che, durante il periodo in cui Napoleone si trovò a Sant’Elena, Wilks fu ritenuto da lui un uomo affabile e coinvolgente. Si tratta di un giudizio notevole, soprattutto se confrontato con l’immagine molto più aspra che Napoleone ebbe del successore Hudson Lowe.

Esistono anche tracce editoriali di conversazioni tra Wilks e Napoleone, pubblicate in seguito con il titolo Colonel Wilks and Napoleon: Two Conversations Held at St. Helena in 1816. Anche la sola sopravvivenza di questo testo è significativa: indica che il loro incontro lasciò un’impressione abbastanza forte da essere poi considerato degno di memoria e pubblicazione.

Qui occorre però mantenere equilibrio. Wilks non fu un amico di Napoleone, né un bonapartista inglese. Restava pur sempre il governatore di un’isola che doveva garantire la custodia dell’ex imperatore. Ma rispetto ad altre figure britanniche di Sant’Elena, sembra avere incarnato una forma di rapporto più civile, meno ossessivamente conflittuale. Ed è proprio questo a renderlo storiograficamente interessante.

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Il passaggio dalla Compagnia alla Corona

Durante il periodo napoleonico, la gestione di Sant’Elena fu oggetto di un riassetto istituzionale. Le fonti ricordano che, nel contesto della presenza di Napoleone sull’isola, il governo britannico assunse temporaneamente il controllo diretto di Sant’Elena, sottraendolo in parte alla sola amministrazione della Compagnia. Dopo questo passaggio, Wilks lasciò l’isola e tornò in Inghilterra nel 1816.

Questo mutamento è importante perché segna il passaggio da una logica soprattutto commerciale e coloniale a una logica strategico-politica di massima sicurezza. L’isola non era più soltanto una stazione dell’Impero marittimo britannico: era diventata il luogo dove si custodiva l’uomo che aveva sconvolto l’Europa per vent’anni. E in questa transizione Wilks rappresenta l’ultimo governatore della fase “Company”, prima del pieno irrigidimento del regime di sorveglianza.

Il ritorno nell’Isola di Man e la politica locale

Dopo il rientro da Sant’Elena, Wilks tornò alla vita pubblica nell’Isola di Man. Fu eletto alla House of Keys, il parlamento locale, e in seguito ne divenne anche Speaker. Nel 1826 fu inoltre eletto Fellow of the Royal Society, riconoscimento che conferma il prestigio intellettuale raggiunto.

Questa seconda vita politica mostra un personaggio che non apparteneva solo all’avventura coloniale. Wilks fu anche uomo di istituzioni, di scrittura, di governo civile. E proprio questa pluralità di ruoli lo distingue da tanti altri ufficiali della Compagnia rimasti confinati alla sola dimensione militare.


La morte e la memoria

Mark Wilks morì nel 1831. La sua memoria è sopravvissuta per diverse ragioni: come storico del Mysore, come amministratore coloniale, come governatore di Sant’Elena e come figura della vita pubblica manx. Il suo ritratto, secondo le fonti, è ancora conservato nel Tynwald building di Douglas.

Per la storia napoleonica, tuttavia, il suo nome resta legato soprattutto a una possibilità controfattuale: quella di immaginare un esilio di Sant’Elena gestito da una personalità più flessibile e intelligente, invece che dalla spirale di risentimento che avrebbe caratterizzato il rapporto tra Napoleone e Hudson Lowe. Non si può sapere come sarebbero andate le cose, ma il semplice fatto che Napoleone distinguesse Wilks dal successore basta a renderlo una figura degna di attenzione.

Il significato storico di Mark Wilks

Che cosa rende Mark Wilks importante? Prima di tutto il fatto che unisce due mondi spesso separati: quello dell’India britannica e quello dell’ultimo Napoleone. In secondo luogo, la sua attività di storico ci aiuta a capire come gli ufficiali coloniali britannici costruissero narrazioni sul passato dei territori governati. Infine, il suo breve ruolo a Sant’Elena offre un contrasto prezioso con la figura di Hudson Lowe e rende più ricca la comprensione del contesto britannico dell’esilio.

Conclusione

Mark Wilks fu un ufficiale dell’East India Company, storico del Mysore, amministratore coloniale e governatore di Sant’Elena negli anni cruciali dell’arrivo di Napoleone. La sua biografia non appartiene al centro più celebre della leggenda napoleonica, ma proprio per questo è preziosa: apre una prospettiva laterale, concreta, intelligente, su un uomo che vide da vicino l’Impero britannico in India e, per un breve ma significativo tratto, anche il crepuscolo dell’Imperatore dei francesi.


FAQ su Mark Wilks

Chi era Mark Wilks?

Mark Wilks fu un ufficiale della Madras Army, storico e amministratore coloniale britannico, nato nel 1759 nell’Isola di Man e morto nel 1831.

Perché Mark Wilks è importante nella storia di Napoleone?

Perché fu governatore di Sant’Elena dal 1813 al 1816 e incontrò Napoleone durante il periodo iniziale dell’esilio sull’isola.

Che rapporto ebbe con Napoleone?

Secondo la tradizione riportata dalle fonti, Napoleone giudicò Wilks un uomo affabile e interessante, in contrasto con il giudizio molto più duro riservato a Hudson Lowe.

Che cosa scrisse Mark Wilks?

Scrisse le Historical Sketches of the South of India, una delle prime grandi sintesi britanniche dedicate alla storia del Mysore e dell’India meridionale.

Quale ruolo ebbe in India?

Servì nella Madras Army, partecipò alle vicende del Mysore e fu Resident presso la corte dei Wodeyar, svolgendo un ruolo politico e amministrativo importante.

Mark Wilks fu anche uomo politico?

Sì. Dopo il ritorno da Sant’Elena fu eletto alla House of Keys nell’Isola di Man e ne divenne in seguito Speaker.


Antonio Grillo è uno storico e divulgatore storico specializzato nella figura di Napoleone Bonaparte, nella storia napoleonica e nei grandi protagonisti della storia europea. Attraverso articoli di approfondimento, saggi divulgativi e video narrativi, racconta battaglie napoleoniche, biografie, intrighi politici, amori e curiosità storiche con uno stile autorevole e coinvolgente. Per leggere altri contenuti dedicati a Napoleone e al suo tempo visita Napoleone.info. Per seguire video, analisi e racconti storici iscriviti al canale YouTube Napoleone1769, punto di riferimento per gli appassionati di Napoleone, della storia francese e della grande epopea imperiale.