La regina che non voleva essere regina

Il primo amore di Napoleone
Désirée Clary fu una donna importante nella vita di Napoleone Bonaparte, un personaggio oggi poco conosciuto ma che ebbe un ruolo forse determinante nello svolgersi dell’epopea napoleonica.
La fuga dalla Corsica
È il 13 giugno 1793 quando l’intera famiglia Bonaparte sbarca sul suolo francese, a Tolone, in fuga dalla Corsica. I Bonaparte sono accusati dai seguaci di Pasquale Paoli di essere filofrancesi, nonostante pochi anni prima Carlo Bonaparte fosse stato suo segretario e partigiano.
La situazione è drammatica. Letizia Ramolino, rimasta vedova, si ritrova senza mezzi economici con numerose bocche da sfamare: Giuseppe, Napoleone, Luciano ed Elisa, Carolina e Paolina.
Giuseppe si reca a Parigi per reclamare aiuti ai rifugiati corsi, mentre Napoleone tenta di farsi reintegrare come capitano di artiglieria e di ottenere gli arretrati dello stipendio.
L’incontro decisivo è quello con Antoine Christophe Saliceti, deputato alla Convenzione e compatriota corso, che fornisce ai Bonaparte mezzi di sussistenza e incarichi: Giuseppe diventa commissario di guerra, Napoleone comandante dell’artiglieria a Tolone, Luciano riceve un appannaggio e Letizia un alloggio a Marsiglia.
L’incontro con la famiglia Clary
In quel contesto di precarietà economica, una soluzione frequente era il matrimonio vantaggioso. Fu proprio in questo clima che Giuseppe Bonaparte entrò in contatto con la famiglia Clary.
È la stessa Désirée, nelle memorie dettate al barone Hochschild, a raccontare il primo incontro. Suo fratellastro Étienne era stato arrestato e, in un periodo di sospetti e repressioni, anche una minima accusa poteva condurre alla morte. Giuseppe Bonaparte intervenne affinché Étienne fosse liberato.
I Clary erano una famiglia benestante di Marsiglia, commercianti da generazioni, attivi soprattutto nel commercio di saponi. Giuseppe, attratto anche dalla prospettiva economica, si fidanzò e poi sposò Julie Clary, la maggiore delle sorelle.
L’amore giovanile di Napoleone
Napoleone frequentò a sua volta la casa dei Clary. Le due famiglie legarono profondamente, tanto che Letizia Ramolino e la madre di Désirée divennero grandi amiche.
Julie aveva una sorella più giovane, Désirée, che secondo la moda del tempo si faceva chiamare Eugénie. Napoleone le fece la corte e Désirée si innamorò perdutamente. Le sue lettere, ingenue ma appassionate, testimoniano questo amore sincero.
«Mantieni sempre il giuramento che mi hai fatto, come io manterrò sempre quello che ti ho fatto.»
Napoleone, privo di denaro e senza prospettive immediate di carriera, vedeva nel matrimonio una possibile via d’uscita. Ma a Parigi, dove cercava un incarico militare, cominciò a frequentare salotti eleganti e a incontrare donne affascinanti.
Désirée divenne lentamente un ricordo, mentre il presente parigino si faceva sempre più seducente.
Il tradimento e Giuseppina
Tra le donne che Napoleone incontrò a Parigi, scelse Giuseppina Beauharnais, vedova con due figli, bella e mondana. I due si sposarono con la benevola mediazione del Direttore Paul Barras.
Il gioco delle parti si capovolse: ora era Désirée a sentirsi ingannata e abbandonata.
«Vi dimostrerò che io so essere ben più fedele di voi ai miei giuramenti e che, per quanto abbiate rotto ogni legame che ci univa, io non amerò mai un altro e non mi mariterò.»
Un legame che non si spezzò mai
Napoleone rimase sempre legato a Désirée. Il senso di colpa per quel voltafaccia giovanile non lo abbandonò mai e questa debolezza gli costò cara.
Désirée sposò infatti il generale Jean-Baptiste Bernadotte, che Napoleone considerava un rivale politico. Nonostante ciò, l’Imperatore fece da padrino al loro primo figlio, Oscar, e continuò a proteggere Bernadotte, nominandolo Maresciallo.
Anche quando Bernadotte commise errori militari o politici, Napoleone lo perdonò sempre, e sempre per merito di Désirée.
Bonaparte non si oppose nemmeno alla scelta di Bernadotte come principe ereditario di Svezia. Quando questi passò poi alla coalizione antinapoleonica, Napoleone non si accanì mai contro Désirée, che rimase a Parigi.
Alcuni storici hanno ipotizzato che Désirée abbia svolto un ruolo di intermediaria tra Bernadotte e i circoli di Fouché e Talleyrand, ma questa tesi resta priva di prove definitive.
Conclusione
Désirée Clary fu l’amore giovanile e romantico di Napoleone, una figura che l’Imperatore non dimenticò mai. Lei, apparentemente, sembrò aver superato presto quell’infatuazione, ma alla sua morte furono ritrovate, gelosamente custodite, le lettere d’amore scambiate con Napoleone.
Segno che, nonostante tutto, quel legame non si era mai davvero spezzato.