La forza nella sventura

Letizia Ramolino madre di Napoleone Bonaparte

Letizia Ramolino madre di Napoleone Bonaparte

«La maggior parte della vita umana è fatta di disgrazie e battute d’arresto. Questa conoscenza ci deve dare la forza per accettare tutto ciò che può accaderci, soprattutto quando non è colpa nostra. Cadere non è niente quando lo fai con nobiltà; cadere è tutto quando reagisci da vigliacco.»

Letizia Ramolino

La forza nella sventura

La maggior parte degli scritti riguardanti Napoleone Bonaparte parla poco di sua madre. Eppure, gran parte del carattere eccezionale dell’Imperatore fu diretta discendenza di Letizia Ramolino.

Molto di questo silenzio è dovuto alla personalità di Letizia: donna forte ma riservata, presenza costante ma discreta all’interno delle vicende napoleoniche. Anche il suo atteggiamento dopo la morte del figlio a Sant’Elena, il coraggio stoico con cui affrontò lutti e disgrazie familiari, contribuirono a relegarla ai margini della narrazione storica.

Eppure Letizia era ben lontana dall’essere una donna comune.



Origini e famiglia

La data di nascita di Letizia Ramolino è incerta, poiché i registri anagrafici della Corsica andarono distrutti. La maggior parte degli storici la colloca nel 1750, altri nel 1748, pochi addirittura nel 1736.

Il padre, Giovanni Gerolamo Ramolino, era primo comandante dell’esercito genovese; la madre, Angela Maria Pietrasanta, proveniva da una famiglia di gentiluomini di provincia.

Dal secondo matrimonio della madre con Franz Fesch nacque Joseph Fesch, futuro cardinale. Letizia divenne per lui una seconda madre, legame che rimase fortissimo per tutta la vita.

Una donna bellissima

Letizia Ramolino era considerata la donna più bella della Corsica, soprannominata «la meravigliosa». Capelli castani, occhi scuri e magnetici, bocca sottile e portamento naturale: una bellezza unanimemente riconosciuta dagli storici.

Nella Corsica del Settecento, l’educazione femminile era secondaria rispetto alla necessità di un buon matrimonio. Letizia ebbe lacune culturali, ma la sua bellezza era un lasciapassare verso il miglior partito possibile.

Il matrimonio con Carlo Bonaparte

Fu così che entrò nella sua vita Carlo Bonaparte. I Bonaparte, come i Ramolino, provenivano dall’Italia, ma con un blasone inferiore.

Carlo studiò a Corte e poi a Pisa, dove frequentò giurisprudenza. Ambizioso, elegante, si faceva chiamare Conte Bonaparte. Tornato in Corsica, accettò il matrimonio con Letizia, conquistato dalla sua straordinaria bellezza.

Nel frattempo la Corsica venne ceduta alla Francia nel 1768. Dopo la sconfitta dei Corsi a Ponte Nuovo (9 maggio 1769), Pasquale Paoli emigrò in Inghilterra, mentre Carlo si associò ai Francesi.

La nascita di Napoleone

Il 15 agosto 1769, giorno dell’Assunta, Letizia partorì Napoleone quasi senza potersi stendere su un letto. La celebre leggenda del tappeto con scene di guerra fu smentita dalla stessa Letizia.

Napoleone fu battezzato solo il 21 luglio 1771, circostanza che fece sorgere dubbi sulla data di nascita dell’Imperatore.

Madre e modello morale

Napoleone ricordò così la madre:

«Mia madre era molto severa: puniva il male e ricompensava il bene.»

«È a mia madre e ai suoi principi che io devo tutto.»

Letizia forgiò il carattere del figlio con fermezza, preparandolo, inconsapevolmente, al destino che lo attendeva.

Madame Mère e gli ultimi anni

Dopo la caduta dell’Impero, Letizia si rifugiò a Roma, ospite del cardinale Fesch, prima a Palazzo Falconieri e poi a Palazzo Bonaparte in Piazza Venezia.

Sperò fino all’ultimo di poter raggiungere il figlio a Sant’Elena. Alla notizia della sua morte, si chiuse in un dolore silenzioso e dignitoso.

Morì il 2 febbraio 1836, cieca ma lucida, lasciando un testamento severo e simbolico, riflesso perfetto del suo carattere.

Morte Letizia Ramolino

Conclusione

Letizia Ramolino non fu soltanto la madre di Napoleone. Fu la radice morale dell’Impero: una donna che seppe affrontare la gloria senza esserne abbagliata e la rovina senza esserne distrutta.