I matrimoni di Napoleone Bonaparte: Giuseppina e Maria Luisa tra amore, politica e dinastia



Abstract

La vita privata di Napoleone Bonaparte fu profondamente intrecciata con la sua carriera politica e militare. I suoi due matrimoni – prima con Giuseppina de Beauharnais e poi con Maria Luisa d’Austria – non furono soltanto eventi sentimentali, ma atti di grande significato politico e dinastico. Il primo matrimonio, celebrato nel 1796, legò il giovane generale alla società del Direttorio e alla figura influente di Paul Barras. Il secondo, nel 1810, fu invece un’alleanza dinastica con una delle più antiche case regnanti d’Europa. Questo articolo analizza i matrimoni di Napoleone attraverso le fonti storiche e le testimonianze dei contemporanei, mostrando come la vita sentimentale dell’imperatore si intrecciò costantemente con la costruzione del suo potere.

Introduzione

La storia dei matrimoni di Napoleone Bonaparte riflette l’evoluzione della sua carriera e della sua ambizione politica. Quando sposò Giuseppina nel 1796, Napoleone era un giovane generale emergente dell’esercito rivoluzionario. Il matrimonio lo introdusse nei circoli sociali più influenti del Direttorio e contribuì a consolidare la sua posizione nella società parigina.

Quattordici anni più tardi, la situazione era completamente diversa. Napoleone era diventato imperatore dei francesi e dominava gran parte dell’Europa. Tuttavia gli mancava una cosa fondamentale per consolidare la sua dinastia: un erede legittimo. Questo problema dinastico portò alla rottura con Giuseppina e al matrimonio politico con Maria Luisa d’Austria.

I due matrimoni di Napoleone raccontano dunque due momenti diversi della sua vita: l’ascesa del giovane generale e il tentativo dell’imperatore di fondare una dinastia imperiale destinata a durare nei secoli.

Il primo matrimonio: Napoleone e Giuseppina

Napoleone incontrò Giuseppina de Beauharnais a Parigi nel 1795. Giuseppina, il cui vero nome era Marie-Josèphe-Rose Tascher de La Pagerie, era la vedova del visconte Alexandre de Beauharnais, generale della Rivoluzione francese giustiziato durante il Terrore.

All’epoca dell’incontro, Giuseppina era una donna molto inserita nella società del Direttorio. Frequentava i salotti parigini e intratteneva relazioni con importanti figure politiche, tra cui Paul Barras, uno dei membri più influenti del governo.

Napoleone rimase profondamente affascinato da lei. La sua passione fu immediata e intensa. Iniziň a scriverle lettere appassionate, molte delle quali sono rimaste tra le più celebri della storia napoleonica.

Il ruolo di Paul Barras

Paul Barras, membro del Direttorio




Paul Barras ebbe un ruolo significativo nel matrimonio tra Napoleone e Giuseppina. Barras era uno dei principali uomini politici del Direttorio e uno dei protettori di Napoleone. Alcuni contemporanei suggerirono che egli incoraggiò il matrimonio anche per liberarsi di una relazione sentimentale con Giuseppina che stava diventando scomoda.

In ogni caso, il matrimonio rafforzò i legami tra il giovane generale e gli ambienti politici dominanti a Parigi. Poco dopo, Napoleone ricevette il comando dell’armata d’Italia, una decisione che avrebbe cambiato radicalmente la sua carriera.

Il matrimonio del 9 marzo 1796

Il matrimonio civile tra Napoleone Bonaparte e Giuseppina de Beauharnais fu celebrato il 9 marzo 1796 a Parigi, presso il municipio del II arrondissement. La cerimonia fu relativamente semplice e rispecchiava lo stile dei matrimoni civili introdotti durante la Rivoluzione francese.

Il contratto matrimoniale fu redatto dal notaio Jean-Baptiste Raguideau (spesso indicato nelle fonti come Raguideau de Saint-Germain). Secondo una tradizione riportata da diversi memorialisti dell’epoca, il notaio cercò di mettere in guardia Giuseppina dalla decisione di sposare il giovane generale corso.

Guardando Napoleone con un certo scetticismo, avrebbe pronunciato una frase rimasta celebre nella tradizione napoleonica:

«Madame, quest’uomo non ha che la cappa e la spada.»

La frase rifletteva la situazione reale del momento: Napoleone non era ancora il conquistatore d’Europa, ma soltanto un giovane generale promettente dell’esercito rivoluzionario.

La leggenda vuole che Napoleone non dimenticasse quell’episodio. Anni dopo, il 2 dicembre 1804, giorno della sua incoronazione a imperatore dei francesi nella cattedrale di Notre-Dame, egli ricordò ironicamente quelle parole e avrebbe commentato:

«Quel giorno avevo soltanto la spada; oggi ho la corona.»

L’anello di fidanzamento

Uno degli oggetti più celebri legati al matrimonio tra Napoleone e Giuseppina è l’anello che il giovane generale regalò alla futura moglie. L’anello era semplice ma elegante: un piccolo gioiello con due pietre, uno zaffiro e un diamante, simbolo dell’unione della coppia.

All’interno dell’anello era incisa una breve iscrizione che esprimeva il sentimento del momento:

«Au destin.»

La frase – «Al destino» – appare particolarmente significativa se letta alla luce della storia successiva. In pochi anni Napoleone sarebbe diventato il dominatore dell’Europa e Giuseppina l’imperatrice dei francesi.

Nonostante il successivo divorzio del 1809, Napoleone conservò sempre un legame affettivo con Giuseppina e continuò a considerare il loro matrimonio come uno dei momenti più importanti della sua vita.

Aneddoti curiosi sul matrimonio del 1796

Il matrimonio tra Napoleone Bonaparte e Giuseppina de Beauharnais fu accompagnato da numerosi episodi curiosi che mostrano quanto la situazione dei due sposi fosse ancora lontana dalla grandezza che avrebbe caratterizzato gli anni dell’Impero.

L’età dichiarata nel registro civile

Uno dei dettagli più curiosi riguarda l’età indicata nel registro del matrimonio. Napoleone dichiarò di avere ventotto anni, mentre in realtà ne aveva ventisei. Giuseppina, al contrario, dichiarò ventotto anni quando in realtà ne aveva trentadue.

Questo piccolo artificio aveva lo scopo di ridurre la differenza di età tra i due sposi e di rendere la coppia socialmente più armoniosa agli occhi della società parigina.

Il testimone Barras

Tra i testimoni del matrimonio figurava Paul Barras, uno dei membri più potenti del Direttorio. La sua presenza non fu casuale. Barras aveva svolto un ruolo importante nel favorire l’unione tra Napoleone e Giuseppina e nel promuovere la carriera del giovane generale.

Pochi giorni dopo il matrimonio, infatti, Napoleone ricevette il comando dell’armata d’Italia. La campagna che ne seguì avrebbe trasformato completamente la sua reputazione e lo avrebbe reso una figura centrale nella politica francese.

La partenza immediata per la campagna d’Italia

Il matrimonio durò pochissimo prima che la guerra separasse i due sposi. Soltanto due giorni dopo la cerimonia, Napoleone lasciò Parigi per raggiungere Nizza e assumere il comando dell’armata d’Italia.

Da quel momento iniziò una delle campagne militari più straordinarie della storia europea. Durante la campagna Napoleone scrisse numerose lettere appassionate a Giuseppina, alcune delle quali sono rimaste tra le più celebri della sua corrispondenza privata.

In queste lettere emerge l’intensità dei sentimenti del giovane generale, ma anche la sua gelosia e la sua inquietudine per la vita mondana che Giuseppina conduceva a Parigi.

Un matrimonio segnato dalla distanza

Fin dall’inizio il matrimonio tra Napoleone e Giuseppina fu segnato da lunghe separazioni. Durante la campagna d’Italia, Napoleone scrisse numerose lettere appassionate alla moglie, nelle quali esprimeva un amore intenso e spesso geloso.

Giuseppina, rimasta a Parigi, conduceva una vita mondana e frequentava i salotti della capitale. Questa differenza di stile di vita generò presto tensioni nella coppia.

Nonostante le difficoltà, il matrimonio tra Napoleone e Giuseppina sarebbe rimasto uno degli episodi più affascinanti della storia napoleonica, segnando profondamente la vita personale dell’imperatore.

Dal Consolato all’Impero: il matrimonio sotto pressione

Con l’ascesa di Napoleone al potere dopo il colpo di Stato del 18 brumaio (1799), il matrimonio con Giuseppina assunse un significato nuovo. Non si trattava più soltanto dell’unione tra un generale ambizioso e una donna affascinante della società parigina: diventava progressivamente una questione politica e dinastica.

Quando Napoleone divenne Primo Console e poi, nel 1804, imperatore dei francesi, emerse con forza un problema fondamentale: l’assenza di un erede legittimo. Giuseppina aveva già avuto due figli dal primo matrimonio, Eugène e Hortense de Beauharnais, ma non poteva più avere altri figli. Per un sovrano che aspirava a fondare una dinastia imperiale, questa situazione rappresentava una difficoltà crescente.

Nonostante questo problema, Napoleone rimase profondamente legato a Giuseppina per molti anni. La loro relazione era complessa, segnata da momenti di grande affetto ma anche da tensioni, gelosie e infedeltà reciproche.

L’incoronazione del 1804

Incoronazione di Napoleone del 2 dicembre 1804




Nel 1804 Napoleone decise di compiere il passo decisivo: trasformare il Consolato in Impero e proclamarsi imperatore dei francesi. La cerimonia dell’incoronazione, che avrebbe avuto luogo il 2 dicembre 1804 nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, doveva consacrare il nuovo ordine politico nato dalla Rivoluzione.

Per la cerimonia fu invitato anche papa Pio VII, un evento straordinario che avrebbe dato legittimità religiosa al nuovo impero.

Ma proprio alla vigilia dell’incoronazione emerse un problema imprevisto che riguardava direttamente il matrimonio tra Napoleone e Giuseppina.

Il problema del matrimonio religioso

Napoleone e Giuseppina si erano sposati soltanto con rito civile nel 1796. Durante la Rivoluzione francese questo era perfettamente normale, poiché il matrimonio civile era l’unico riconosciuto dallo Stato.

Tuttavia la presenza del papa e la dimensione religiosa della cerimonia imperiale resero improvvisamente evidente un problema: agli occhi della Chiesa, Napoleone e Giuseppina non erano sposati religiosamente.

Secondo alcune testimonianze dei contemporanei, il papa manifestò perplessità sulla possibilità di incoronare imperatore e imperatrice due coniugi che non avevano celebrato un matrimonio religioso.

La cerimonia segreta alle Tuileries

Per risolvere rapidamente la questione, Napoleone decise di celebrare un matrimonio religioso segreto con Giuseppina. La cerimonia ebbe luogo nella notte tra il 1° e il 2 dicembre 1804, poche ore prima dell’incoronazione.

Il rito fu celebrato nel palazzo delle Tuileries dal cardinale Joseph Fesch, zio di Napoleone e arcivescovo di Lione. Alla cerimonia assistettero pochi testimoni, tra cui alcuni membri della famiglia imperiale.

Questo matrimonio religioso regolarizzò la situazione dal punto di vista ecclesiastico e rese possibile la grande cerimonia del giorno successivo.

L’incoronazione di Napoleone e Giuseppina

Il 2 dicembre 1804 si svolse a Notre-Dame una delle cerimonie più spettacolari della storia europea. Napoleone prese la corona dalle mani del papa e si incoronò da solo, gesto altamente simbolico che sottolineava l’autonomia del potere imperiale.

Subito dopo, Napoleone pose personalmente la corona sul capo di Giuseppina, proclamandola imperatrice dei francesi. La scena fu immortalata nel celebre dipinto di Jacques-Louis David, una delle immagini più iconiche dell’epoca napoleonica.

Per alcuni anni sembrò che la coppia imperiale potesse continuare a regnare insieme. Tuttavia il problema dell’erede dinastico rimaneva irrisolto e avrebbe presto riaperto una questione dolorosa: il futuro del matrimonio tra Napoleone e Giuseppina.

Il divorzio da Giuseppina

 

Alla fine del primo decennio dell’Impero, la questione dell’erede dinastico divenne inevitabile. Napoleone aveva ormai costruito un vasto impero europeo, ma mancava ancora ciò che ogni monarchia considerava essenziale: un successore diretto. Giuseppina, ormai quarantenne, non poteva più avere figli. Nonostante l’affetto che continuava a legarli, Napoleone iniziò a considerare seriamente l’ipotesi del divorzio.

La decisione fu presa nel 1809. Non fu soltanto un atto politico, ma anche un momento profondamente drammatico sul piano personale. Il 15 dicembre 1809 si svolse una solenne cerimonia nel palazzo delle Tuileries durante la quale Napoleone e Giuseppina annunciarono ufficialmente la separazione.

Secondo le testimonianze dei contemporanei, Giuseppina faticò a trattenere le lacrime mentre pronunciava le parole con cui accettava il divorzio per il bene dell’Impero. Anche Napoleone apparve visibilmente commosso. Nonostante la separazione, egli continuò a trattarla con grande rispetto e le concesse il titolo di imperatrice.

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La ricerca di una nuova imperatrice

Dopo il divorzio, Napoleone iniziò a cercare una nuova sposa tra le grandi dinastie europee. L’obiettivo era chiaramente politico: creare un’alleanza matrimoniale con una delle principali monarchie del continente e rafforzare così la legittimità della dinastia napoleonica.

Per un breve periodo si prese in considerazione anche un matrimonio con una principessa russa, sorella dello zar Alessandro I. Tuttavia le trattative con la corte di San Pietroburgo si rivelarono lunghe e incerte.

Alla fine Napoleone rivolse la sua attenzione verso l’Austria, la storica rivale della Francia rivoluzionaria. L’idea di un’alleanza con la casa d’Asburgo avrebbe avuto un enorme significato politico.

Maria Luisa d’Austria

La scelta cadde su Maria Luisa, figlia dell’imperatore Francesco I d’Austria. La giovane arciduchessa aveva appena diciotto anni ed era cresciuta in un ambiente profondamente ostile alla Francia napoleonica. Da bambina aveva assistito alle guerre che avevano opposto l’Austria a Napoleone e aveva imparato a temere il nome dell’imperatore.

Nonostante questo, la ragion di Stato prevalse. Il cancelliere Metternich e la corte viennese considerarono il matrimonio come un modo per stabilizzare i rapporti con la Francia e guadagnare tempo sul piano politico e militare.

Il matrimonio per procura a Vienna

Il matrimonio tra Napoleone e Maria Luisa fu celebrato inizialmente per procura a Vienna l’11 marzo 1810. In questa cerimonia, uno dei rappresentanti di Napoleone prese simbolicamente il posto dello sposo accanto alla principessa.

Questo tipo di matrimonio per procura era comune nelle grandi alleanze dinastiche europee. Permetteva di concludere formalmente l’unione prima che la sposa intraprendesse il viaggio verso il nuovo paese.

Pochi giorni dopo la cerimonia, Maria Luisa lasciò Vienna per dirigersi verso la Francia, dove avrebbe incontrato Napoleone per la prima volta.

L’incontro tra Napoleone e Maria Luisa

Napoleone non volle attendere l’arrivo ufficiale della nuova imperatrice a Parigi. Nel marzo del 1810 partì per incontrarla lungo il percorso, vicino alla città di Compiègne. L’incontro tra i due avvenne prima delle cerimonie ufficiali, in un clima relativamente informale.

Questo gesto mostrava il desiderio di Napoleone di rendere il matrimonio non soltanto un’alleanza politica, ma anche una relazione personale più armoniosa possibile.

Il matrimonio ufficiale a Parigi

Il matrimonio civile tra Napoleone e Maria Luisa fu celebrato il 1° aprile 1810 nel palazzo di Saint-Cloud. Il giorno successivo ebbe luogo la grande cerimonia religiosa nel Louvre, officiata dal cardinale Fesch.

Le celebrazioni furono grandiose e riflettevano la potenza dell’Impero napoleonico nel suo momento di massimo splendore. Parigi fu illuminata per giorni e si svolsero feste, spettacoli e parate militari.

L’unione con la casa d’Asburgo rappresentava un trionfo diplomatico per Napoleone, che riusciva così a legare la propria dinastia a una delle più antiche famiglie regnanti d’Europa.

La nascita del Re di Roma

Napoleone II figlio di Napoleone Bonaparte

Famoso quadro di Gerard del figlio di Napoleone

Il 20 marzo 1811 Maria Luisa diede alla luce un figlio: Napoleone Francesco Giuseppe Carlo Bonaparte. Il bambino ricevette il titolo di Re di Roma e fu salutato come l’erede dell’Impero.

La nascita del figlio rappresentò per Napoleone il compimento del suo progetto dinastico. Per la prima volta la nuova monarchia imperiale aveva un successore diretto.

Conclusione

I due matrimoni di Napoleone riflettono due momenti diversi della sua straordinaria carriera. Il primo, con Giuseppina, appartiene all’epoca della sua ascesa: un’unione segnata dalla passione, dall’ambizione e dall’ingresso nella società politica del Direttorio. Il secondo, con Maria Luisa d’Austria, rappresenta invece il tentativo di trasformare il potere personale dell’imperatore in una dinastia europea riconosciuta dalle monarchie tradizionali.

In entrambi i casi, la vita privata di Napoleone fu inseparabile dalla politica e dalla storia dell’Europa. I suoi matrimoni non furono soltanto vicende sentimentali, ma atti di grande significato politico che contribuirono a definire il destino dell’Impero napoleonico.

 

Domande frequenti sui matrimoni di Napoleone

Quante volte si sposò Napoleone?

Napoleone Bonaparte si sposò due volte. Il primo matrimonio fu con Giuseppina de Beauharnais nel 1796. Dopo il divorzio nel 1809, sposò nel 1810 Maria Luisa d’Austria, figlia dell’imperatore Francesco I.

Quando si sposarono Napoleone e Giuseppina?

Napoleone e Giuseppina si sposarono civilmente il 9 marzo 1796 a Parigi. La cerimonia fu celebrata presso il municipio del II arrondissement pochi giorni prima che Napoleone partisse per assumere il comando dell’armata d’Italia.

Perché Napoleone divorziò da Giuseppina?

Napoleone divorziò da Giuseppina nel 1809 principalmente per ragioni dinastiche. L’imperatrice non poteva più avere figli e Napoleone desiderava un erede per garantire la continuità della dinastia imperiale.

Chi era Maria Luisa d’Austria?

Maria Luisa d’Austria era la figlia dell’imperatore Francesco I d’Austria. Sposò Napoleone nel 1810 in un matrimonio politico che doveva rafforzare l’alleanza tra la Francia napoleonica e la monarchia asburgica.

Napoleone ebbe figli dai suoi matrimoni?

Dal matrimonio con Giuseppina Napoleone non ebbe figli. Dal matrimonio con Maria Luisa nacque nel 1811 Napoleone Francesco, conosciuto come il Re di Roma e poi come Napoleone II.

 Progetto Napoleone

Questo studio fa parte del progetto Napoleone , progetto di divulgazione avanzata che unisce rigore delle fonti e narrazione accessibile.

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Antonio Grillo – Napoleon Historian